Regione Calabria: Maxi concorso per l’assunzione di Infermieri e Operatori Socio Sanitari

LA REGIONE CALABRIA ATTRAVERSO IL COMMISSARIO AD ACTA ED IL SUB COMMISSARIO PER IL PIANO DI RIENTRO HA INDIVIDUATO UNA PROCEDURA UNICA A LIVELLO REGIONALE PER L’ASSUNZION E A TEMPO INDETERMINATO DI VARIE FIGURE PROFESSIONALI DEL COMPARTO DELLA SANITA’

LA REGIONE CALABRIA HA INDIVIDUATO L’ AZIENDA OSPEDALIERA “PUGLIESE – CIACCIO” DI CATANZARO QUALE AZIENDA DOVE VERRANNO SVOLTE TUTTE LE PROCEDURE CONCORSUALI IN MANIERA CENTRALIZZATA. Le figure da assumere saranno le seguenti

– 300 INFERMIERI

– 300 OPERATORI SOCIO SANITARI

IL BANDO PER ESSERE UFFICIALE DOVRA’ ESSERE PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA – SOLO DA ALLORA POTRANNO ESSERE INOLTRATE LE ISTANZE DI PARTECIPAZIONE ALLA SELEZIONE.

Azienda Ospedaliera di Catanzaro Bando concorso assunzione a tempo indeterminato di 300 Infermieri

Azienda Ospedaliera di Catanzaro Bando concorso assunzione a tempo indeterminato di 300 Operatori Socio Sanitari

 

Un pensiero riguardo “Regione Calabria: Maxi concorso per l’assunzione di Infermieri e Operatori Socio Sanitari

  • 17/01/2016 in 09:40
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    A RISCHIO MAXI CONCORSO CALABRIA PER INFERMIERI E OPERATORI SOCIO SANITARI. ..

    CORRIERE DELLA CALABRIA

    Infermieri, concorsi a rischio annullamento

    I bandi destinati al personale sanitario violano alcune disposizioni di legge. Non sono previsti i posti riservati alle categorie protette. Un ricorso potrebbe far saltare tutto

    Infermieri, concorsi a rischio annullamento

    CATANZARO Concorsi farlocchi, irregolari. I due bandi per l’assunzione a tempo indeterminato di 300 infermieri e di altrettanti operatori socio-sanitari rischiano di essere dichiarati nulli, in quanto redatti senza tenere conto dei relativi obblighi di legge. Le norme parlano chiaro: in tutti i concorsi pubblici una percentuale di posti deve essere riservata alle cosiddette “categorie protette”. Ma nei due bandi pubblicati dall’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” non figura alcuna via preferenziale per i soggetti svantaggiati o privilegiati, così come prevedono le norme di riferimento.

    I BANDI
    I bandi sono stati firmati da Giuseppe Panella, commissario straordinario dell’Azienda “Pugliese-Ciaccio”, individuata dal “capo” della Sanità calabrese, Massimo Scura, come idonea a completare la procedura per la definizione della graduatoria da cui dovranno attingere tutte le strutture sanitarie e ospedaliere della regione. Sono concorsi pubblici in piena regola, che – in previsione dell’alto numero di partecipanti – molto probabilmente contempleranno anche una pre-selezione, necessaria per una prima scrematura degli aspiranti.

    LE ANOMALIE
    Ma i concorsi predisposti da Scura e dal suo vice Andrea Urbani presentano più di una zona d’ombra. E smentiscono le disposizioni che gli stessi commissari avevano messo nero su bianco in un decreto ufficiale. Il provvedimento del 26 marzo 2015, infatti, riguardava l’iter in materia di reclutamento di personale nelle Aziende regionali e stabiliva che «prima dell’attivazione delle procedure di reclutamento ordinario è necessario l’esperimento delle procedure di mobilità». Un principio che Scura e Urbani avevano mutuato da una norma nazionale, ovvero il decreto legislativo 165 del 2001 (articolo 30, comma 2bis), secondo il quale tutti i concorsi pubblici devono essere preceduti dall’immissione in ruolo dei dipendenti che facciano domanda di trasferimento, quindi in arrivo da altre amministrazioni. Ma l’attuazione della mobilità, obbligatoria per legge, è rimasta sono una mera dichiarazione d’intenti.

    LE CATEGORIE PROTETTE
    Ci sono altre norme violate nei bandi che, sulla carta, dovrebbero ridare ossigeno agli ospedali regionali e porre un argine al precariato del personale sanitario. Una di queste è il regolamento per le assunzioni nel pubblico impiego (ratificato dal decreto 487 del ’94 del Presidente della Repubblica) con il quale vengono riservati posti (che non possono superare la metà di quelli messi a bando) alle “categorie protette”: cioè invalidi civili, di servizio, di guerra, del lavoro, ciechi, sordomuti, orfani, vedove dei caduti in guerra o per servizio o sul lavoro, ex-tubercolotici e profughi, per un 15% in totale.

    IL VULNUS
    I bandi, dunque, potrebbero negare diritti certificati da precise norme statali. In realtà i concorsi per infermieri e oss prevedono delle riserve, che però riguardano solo i precari storici della sanità, per i quali è stato blindato il 50% dei posti, malgrado fosse un’opzione facoltativa (lo stabilisce il decreto del presidente del Consiglio del 6 marzo scorso) e non obbligatoria, come nel caso delle categorie protette.

    GLI SVILUPPI
    Cosa potrà succedere ora? I bandi seguiranno l’iter già tracciato con l’obiettivo di creare una graduatoria valida per tutte le Aziende calabresi. Ma il pericolo è dietro l’angolo, perché l’eventuale ricorso di un “avente diritto” che rientra in una categoria protetta, o quello di un infermiere in attesa di essere trasferito, potrebbero far saltare il banco e portare all’annullamento di tutta la procedura. E svelare così le magagne di due concorsi farlocchi.

    Giovedì, 14 Gennaio 2016 19:08

    Pietro Bellantoni
    p.bellantoni@corrierecal.it

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