Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona: ” la gestione deve passare alla sanità siciliana”

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L’On. Marino Striglia la regione Siciliana ” basta scuse burocratiche: si faccia carico della sanità penitenziaria”

«Io credo che la sensibilità umana rispetto alla condizione gravissima in cui si trovano persone detenute che prima di tutto sono malati che hanno bisogno di cure specifiche, non dovrebbe fare dormire la notte i componenti della Giunta regionale. Io da quando ho visitato l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto francamente faccio fatica ad addormentarmi pensando che ci sono persone da curare e che invece vengono lasciate in condizioni indecenti, indecorose e senza nessuna possibilità di cura e guarigione».
Sono le parole pronunciate ieri, in una intervista alla “Gazzetta”, dal senatore del Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale il quale, dopo la visita dell’organismo parlamentare effettuata al “Vittorio Madia” lo scorso 16 giugno, ribadisce che «la Regione siciliana deve prendere in carico, così come hanno fatto tutte le altre regioni italiane, la sanità penitenziaria e in particolare i malati rinchiusi nell’unico Ospedale Psichiatrico giudiziario della Regione, così come prevede una legge dello Stato, il Dpcm dell’1 aprile del 2008. L’articolo 5 di questa legge dice con chiarezza che il trasferimento delle funzioni sanitarie compete alle Regioni. Cosa significa? Che sulla base di questa legge per la cura dei malati rinchiusi negli Opg la responsabilità è delle Regioni, così come è avvenuto nel resto delle Regioni d’Italia attraverso le conferenze del comitato paritetico Stato – Regioni. Anche in Sicilia, sulla base del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, la Regione deve trasferire a se le funzioni sanitarie dell’Opg che ha sul suo territorio attuando la Conferenza Stato – Regione , così come prevede l’art. 2 della stessa legge, attraverso l’iter del comitato paritetico. Le altre Regioni hanno attivato la procedura e trasferito le competenze alla Sanità nazionale».
«La Sicilia- sottolinea l’esponente del Pd- è in ritardo di due anni, la legge è dell’aprile del 2008. Se tutto ciò non è stato fatto, di chi è la colpa, non certo del Veneto o dell’Emilia e nemmeno della Valle d’Aosta o del Piemonte. Se ciò non è stato fatto non è colpa di altri, ma della Sicilia e l’assessore regionale non può certamente opporre questioni burocratiche. La Regione si attivi e solleciti l’attuazione del trasferimento delle competenze attraverso il comitato paritetico, così come hanno fatto tutti gli altri nel resto d’Italia».
Parole chiare che rimandano le responsabilità della mancata attuazione della riforma della sanità penitenziaria alle responsabilità del Governo regionale. Il senatore Ignazio Marino spiega il senso del suo intervento e il richiamo a precise responsabilità: «È evidente – ha aggiunto – che non sono intenzionato a polemiche con la politica regionale e in particolare con l’assessore Massimo Russo che ha responsabilità tecniche e politiche. Io svolgo da presidente della Commissione che ha visitato l’Opg di Barcellona, riscontrando le gravi condizioni di vita degli internati malati di mente, svolgo un ruolo “super partes” e per questo voglio fare riferimento a quanto prevede una legge dello Stato e se ciò non è avvenuto è un fatto grave da attribuire a chi ha la responsabilità della salute dei cittadini della Regione e in questo caso alla Giunta regionale del presidente Raffaele Lombardo e non certamente ad altri oppure a semplici difficoltà burocratiche che le altre Regioni d’Italia hanno superato da un pezzo. Non ho altre spiegazioni per quello che accade».
Poi il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Sanità lancia un affondo: «Certamente è chiaro che la Sanità siciliana soffre da moltissimi anni ed è gravemente arretrata rispetto al resto del Paese. Il mio giudizio si ferma comunque – ha ribadito il senatore del Pd – alla gravità del fatto che tutte le Regioni hanno attuato il passaggio delle competenze della sanità penitenziaria a quella del Servizio sanitario, mentre la Sicilia non lo ha fatto e adesso tenta di giustificare i ritardi con aspetti burocratici. I detenuti, in questo caso malati che hanno bisogno di cure, non sono interessati alla burocrazia, ma alla soluzione rapida dei problemi».
Alla domanda su cosa può essre fatto da subito per accelerare il passaggio delle competenza alla sanità pubblica per gli internati dell’Opg di Barcellona, il senatore Ignazio Marino risponde così: «La Regione solleciti il comitato apposito della Conferenza Stato – Regioni, con le stesse modalità seguite dalle altre Regioni. Non è più tempo di convegni e incontri, bisogna agire subito. La Commissione che presiedo, composta da parlamentari di centrodestra e di centrosinistra che sul lavoro fin qui svolto ha sempre trovato unità d’intenti, manterrà alta l’attenzione sull’Opg di Barcellona e già tra qualche settimana torneremo al Madia per verificare cosa è nel frattempo cambiato rispetto alla nostra precedente visita. Saremo attenti perché i malati abbiano le cure e non restino nelle condizioni disumane riscontrate. Si superino intanto i detestabili aspetti burocratici lamentati e si arrivi a rispondere alle richieste dei malati che hanno necessità di cure».
Da segnalare che il “Vittorio Madia” soffre anche il sovraffollamento essendo cresciuto in soli pochi mesi da 178 internati agli attuali 340 a causa delle “deportazioni” di internati da Nord a Sud.
Messina, 20 Luglio 2010

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