“RISCHIO DI LAVORO NERO DAI TAGLI ALLA SANITÀ”

L’allarme è stato lanciato dal collegio degli infermieri di Palermo nel corso di un seminario di studio

La riduzione delle prestazioni sanitarie in convenzione rischia di alimentare il mercato nero degli infermieri.

A lanciare l’allarme è l’Ipasvi Palermo (il collegio infermieri professionali assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia), che teme il proliferare di “apprendisti stregoni” che, approfittando delle condizioni di bisogno dei cittadini, esercitino la professione abusivamente.

Dovendo far fronte alle spese di tasca propria – denunciano gli infermieri – “molte delle famiglie con persone con patologie croniche saranno costrette a cercare un professionista che costi di meno, con un alto rischio che si tratti anche della persona meno preparata”.

L’occasione per discutere del tema è stata data dal Seminario nazionale sulle implicazioni del federalismo sul processo assistenziale, organizzato dal collegio a Terrasini.

Un federalismo, soprattutto quello fiscale, le cui refluenze sul sistema sanitario siciliano sono guardate con preoccupazione dagli infermieri, che parlano di una sanità sicula ancora “malata, spesso medicocentrica, che mette al centro la spesa e non il cittadino”.

“L’approvazione del Piano sanitario regionale 2009-2011 – ha detto il presidente del collegio palermitano, Vincenzo Gargano – ha certamente risentito in Sicilia del piano di rientro imposto dal ministero della Sanità e i passi fin qui posti in essere dal governo nazionale verso un federalismo globale ci spaventano. Infatti, se da un lato la spesa deve essere necessariamente contenuta in una logica esasperata di risanamento, dall’altro assistiamo alla mortificazione della risposta sanitaria”.

La realtà degli ospedali post-riforma, insomma, non convince gli operatori che la vivono quotidianamente: “L’approvazione degli atti aziendali fatti secondo una logica di tagli – ha spiegato Gargano – ha visto la riduzione drastica delle unità operative, con obiettivi sanitari spesso riconducibili alla mera gestione ordinaria. La predisposizione delle piante organiche, secondo le direttive assessoriali, sta mettendo in evidenza un esubero di personale medico e infermieristico in palese contrasto con quanto fino a poco tempo fa si è detto sull’emergenza infermieristica.

L’esubero “cartaceo” di personale infermieristico, però, non corrisponde a quanto viene vissuto quotidianamente dagli infermieri che operano a diretto contatto con i cittadini.

Basta fare un giro nei reparti – chiosa il presidente degli infermieri – per accorgersi che non solo manca il personale infermieristico, ma non c’è traccia del personale di supporto”.

Medeu.it

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